Acqua
Acqua

Una risposta umanitaria per la popolazione della Striscia di Gaza


Vogliamo fornire una risposta umanitaria per migliorare le condizioni igienico-sanitarie di base della popolazione più vulnerabile residente nella Striscia di Gaza

Palestina
Paese (*)
Palestina
Beneficiari
Beneficiari (*)
4.980

Partners locali

PHG – Palestinian Hidrology Group;

CMWU – Coastal Municipality water utility

Enti finanziatori

ONU – UNICEF

Data inizio progetto

Giugno 2016

Durata

8 mesi

Descrizione
Il blocco degli accessi nella Striscia di Gaza aveva già creato forti problematicità in merito all’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitati, situazione che si è poi aggravata dopo l’ operazione militare israeliana del 2014. Ad oggi la popolazione della Striscia di Gaza si confronta con forti criticità per ciò che riguarda l’accesso e la fornitura di servizi igienico-sanitari di base. Il progetto si propone di fornire una risposta umanitaria per migliorare le condizioni igienico- sanitarie e garantire l’accesso all’acqua, alle famiglie più vulnerabili della Striscia di Gaza.
Obiettivi

L’obiettivo generale è assicurare l’accesso ai servizi essenziali di base alla popolazione palestinese più vulnerabile che si trova sotto occupazione a Gaza.        

Attività
  • Installazione di 170 Unità di stoccaggio per l’acqua da 1.500 litri cadauno, per oltre 1000 persone;
  • Installazione di 130 pompe di distribuzione dell’acqua per uso domestico e miglioramento della capacità di approvvigionamento di acqua, per circa 1000 persone;
  • Distribuzione di acqua potabile e di 430 contenitori per la conservazione (250 litri ciascuno) a 2700 persone;
  • Garantita la distribuzione di acqua potabile per almeno 550 famiglie, per 6 mesi;
  • Aspirazione dei pozzi neri: almeno 30.000 m3 di acque reflue viene aspirata da pozzi neri a rischio di inondazione;
  • Collegamento, per almeno 145 famiglie alla rete fognaria comunale;
  • Distribuzione di kit per la pulizia che includono insetticidi e  trappole per topi a 739 famiglie tra le più vulnerabili;
  • Distribuzione ai Comuni di contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (affinché vengano posizionati nelle zone più vulnerabili), di spruzzatori insetticidi per zanzare e mosche e di strumenti per la pulizia;
  • Realizzazione di campagne di sensibilizzazione sui temi della salute e dell’igiene ambientale, attuate in 20 località;
  • Realizzazione di almeno 20 attività in materia igienico-sanitaria seguendo l’approccio teorico comportamentale BCC (Behavioural Change Communication);
  • Coinvolgimento delle donne delle comunità e organizzazione di incontri mensili con il personale tecnico di GVC e Unicef per informarle e coinvolgerle nell’implementazione delle iniziative igienico-sanitarie.

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