Una graphic novel per i rifugiati siriani

Il disegnatore Stefano Ricci è già in viaggio nella Valle della Bekaa, al confine tra Libano e Siria. Ci consegnerà in una graphic novel le storie dei cittadini libanesi e dei rifugiati siriani che, grazie a GVC e all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, hanno intrapreso un percorso di formazione per uscire dalla disoccupazione e, in alcuni casi, tentare la via dell’autoimprenditorialità.

 


STEFANO RICCI IN LIBANO     Da Kyoto a Bruxelles, da Berlino a San Pietroburgo, le esposizioni personali dell’artista Stefano Ricci hanno incantato le metropoli di tutto il mondo. Classe 1966, bolognese di nascita, vive e lavora sul Mar Baltico. Collabora con la stampa periodica e le case editrici all’estero e in Italia con Internazionale, il manifesto, la Repubblica, Mondadori, Rizzoli e Einaudi. Ora è in viaggio con GVC  in Libano per raccontare in una graphic novel le storie dei rifugiati siriani e dei libanesi- alcuni con disabilità- che, grazie a un progetto sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, hanno avuto l’opportunità di partecipare a corsi di formazione, in alcuni casi scegliendo poi la via dell’autoimprenditorialità.

Stefano Ricci nel suo studio

IL LAVORO DI GVC NELLA VALLE DELLA BEKAA     Succede nella Valle della Bekaa, al confine tra Libano e Siria, in quella striscia di terra dove l’arrivo dei rifugiati e la crisi economica hanno creato tensioni sociali e difficoltà nella gestione di infrastrutture e servizi alla comunità.  “Per questo nei nostri progetti rimane fondamentale coinvolgere sia i rifugiati che i cittadini del paese ospitante. Perché si possano creare opportunità di lavoro e inserimento rivolte a tutti e i rifugiati non siano visti come nemici- ha spiegato Dina Taddia, presidente di GVC-. L’instabilità sociale determina una maggiore esposizione delle fasce più deboli della popolazione alla crisi economica che attraversa il paese, provocando esclusione sociale, alti tassi di disoccupazione e il conseguente aumento della vulnerabilità sociale”. Quest’anno, in quest’area, grazie anche alla Provincia di Bolzano, GVC ha  offerto corsi di formazione e avviamento al lavoro per giovani libanesi e siriani che aspirano a diventare fotografi, truccatori, informatici o grafici. Ora, Ricci dovrà documentare i frutti di un altro intervento dell’organizzazione. “Raccontare il nostro lavoro in quell’area è un compito molto difficile. Ma i suoi disegni sapranno farlo più di tante parole” ha commentato Taddia.

Una delle opere di Stefano Ricci prodotte in passato

INCLUSIONE E COESIONE     Il progetto di GVC nella Valle della Bekaa punta a rafforzare i legami di coesione sociale e i livelli di inclusione, oltre che a offrire la possibilità di acquisire nuove competenze e di avere più opportunità lavorative. L’obiettivo infatti è quello di favorire la comprensione reciproca tra le fasce più vulnerabili della società libanese e i rifugiati siriani, promuovendo l’inclusione di chi ha una disabilità, riducendo il rischio di tensioni. Chi ha avuto la possibilità di partecipare, ha così sperimentato la sorpresa di riscoprirsi uguali, in un momento in cui in tanti, nel mondo, respingono la cultura dell’accoglienza.

Il tratto inconfondibile di Stefano Ricci in una delle sue opere

IL DIARIO DEL DISEGNATORE     Il viaggio di Stefano Ricci è già iniziato. “Vedo per la prima volta Beirut. E’ quasi buio. Vecchie case bianche e costruzioni basse sulla collina come piccole incrostazioni bianche- scrive nel suo diario -. Dall'aeroporto saliamo  verso le colline. Al valico ci fermiamo a fumare,  un militare ci fa segno di muoverci, vedo solo gli occhi sotto il passamontagna nero. Scendendo verso Zahle, grandi negozi di frutta sbiancata, i neon, dei parcheggi, case in costruzione, un grande emporio vende armi, duecento metri dopo un altro. Palme, ulivi e rampicanti mentre sul profilo della collina c’è una bolla di luce sfocata come una luna elettrica”. Sono questi i colori e le atmosfere che documenterà nella sua opera, dopo un attento lavoro fatto di condivisione con i beneficiari del progetto di GVC. “Siamo andati in un campo. Ho registrato la prima lunga intervista a una signora di 69 anni, la donna più anziana del campo. Si chiama  Nayfi. È stata una testimonianza molto intensa- racconta-. Ho scritto molti appunti, durante il viaggio di andata e ritorno in macchina, ascoltando Hassan, che é  molto gentile, e facendogli parecchie domande. Fatte anche alcune foto, ma mi fido di più dell’ascolto, delle registrazioni per le interviste, della scrittura”.

 

In attesa di poter leggere la sua graphic novel, il diario e le foto di Stefano Ricci saranno pubblicate sulla pagina Facebook e sull’account Twitter di GVC

Bologna, 01/02/2018 

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Pubblicato il 01.02.2018