Il GVC, come la maggior parte delle Associazioni terzomondiste formatesi negli anni ’70, nasce con una marcata impronta cattolica, su iniziativa di un gruppo di giovani volontari, guidati da alcuni “seminaristi dehoniani” e sostenuti da Padre Angelo Cavagna, Rettore del Seminario Dehoniano.
Il nucleo originario è costituito da un gruppo di giovani - tra cui Tarcisio Arrighini, attuale responsabile GVC America Latina - che, nel 1968/69 dava il proprio contributo volontario all’UCSEI (Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia), aiutando gli studenti stranieri a trovare alloggi a Bologna. L’approdo del GVC alla sua attuale configurazione di ONG laica, passa da diverse denominazioni: lo SROTMER (Segretariato regionale Organismi Terzo Mondo), poi GLM ( Gruppo Laici Missionari), quindi GVC ( Gruppo Volontari Cristiani). Solo nel 1972, con la prima presidenza “laica” di Patrizia Santillo, abbandona l’originaria caratterizzazione confessionale, dandosi l’attuale nome di GVC, Gruppo di Volontariato Civile.
L’impegno originario del GVC, prima di approdare alla Cooperazione Internazionale, prevede una lunga fase di mobilitazione politica che riflette la forte caratterizzazione ideologica degli anni ’70. Si muove a sostegno delle lotte di liberazione delle colonie portoghesi in Africa e dei grandi leaders indipendentisti africani e latinoamericani; si occupa della rivendicazione del diritto al servizio civile internazionale in sostituzione di quello militare, partecipa alle prime radio libere e funge da sede locale del Tribunale Russel per i diritti dei popoli. Il GVC, come le altre associazioni che si formano in quegli anni, nasce e vive, in questa fase iniziale, di autofinanziamento. Attraverso l’organizzazione di campi estivi di lavoro, dispone delle principali risorse con cui finanziare i suoi progetti. Nel 1972, GVC è tra le primissime Ong italiane ad ottenere il riconoscimento di idoneità del Ministero degli Esteri italiano ed a beneficiare di cofinanziamenti per dare avvio ai primi due progetti di cooperazione allo sviluppo: il progetto Jussara in Brasile e il Progetto Busoko in Congo. Sono questi i primi Paesi con i quali Gvc passa dalla teoria alla pratica, poco prima di iniziare con la Guinea-Bissau e Sao Tomé. In entrambi i casi, opera al fianco di chi vive quelle realtà da anni: i missionari Dehoniani in Congo ed i preti diocesani modenesi in Brasile. Solo nel 1984 iniziano i primi interventi di cooperazione “laica” del GVC.
Nel corso degli anni il Gruppo di Volontariato Civile, perfeziona, specializza ed estende la propria azione in molti Paesi (oggi 27), rivolgendo, all’inizio, particolare attenzione a progetti sanitari e allargando progressivamente la sua azione a sempre più qualificati programmi di cooperazione e a molteplici settori d’intervento: da quello alimentare-nutrizionale,all’emergenza. Nel 1980, l’ingresso a Villa Aldini, attuale sede centrale del GVC a Bologna, segna il consolidamento di un percorso di intensa attività di espansione dei progetti, crescita della struttura, specializzazione settoriale oltre a un’importante opera di sensibilizzazione sul territorio, con le attività di educazione allo sviluppo.