Siria, un’alternativa alla lezione sbagliata

Matrimoni precoci e lavoro minorile sono solo due dei rischi cui sono esposti i bambini siriani costretti ad abbandonare la scuola. Ed è anche da questi pericoli che li abbiamo protetti, riportandoli in classe. Durante questi anni di guerra in Siria, abbiamo continuato a ristrutturare le scuole, trasformando le stanze sfigurate da buchi dei proiettili, bombe e colpi di mortaio, in aule pronte a sostituire l’immaginario della guerra nel presagio di un futuro diverso. Quest’anno, sono 37 le scuole e 114 le classi che abbiamo ricostruito tra Aleppo e Deir Ez Zour

Non è però sufficiente: la lotta all’abbandono scolastico è solo all'inizio. Ad Aleppo, abbiamo avviato una grande campagna di informazione, scendendo in strada con una casacca con la scritta “qualunque cosa sia successa, vogliamo solo che i bambini tornino a scuola”. Abbiamo accolto gli studenti con spettacoli di magia e regali: zainetti, pastelli e libri da colorare, matite e penne che hanno stretto nei pugni, pronti a rimanere in classe per sfuggire alla dura lezione della guerra. Noi non vogliamo che loro imparino quella sbagliata. E cerchiamo di sottrarli alla strada, dove ad aspettarli c’è solo l’orrore che ha reso disumano anche il cielo.

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Pubblicato il 19.12.2018