Scuola, un futuro per i bambini siriani

Esseri viventi. Bambini. Studenti. Nella scala della disumanizzazione causata da guerre e conflitti i loro nomi non esistono. GVC li riporta nelle aule, ricostruisce le scuole. In Siria come in Libano, non si arrende: perché il loro futuro sia quello del loro paese. 

 

 

SE UNA SCUOLA NON C’E’     Sono 5mila le scuole distrutte o danneggiate in Siria. A denunciarlo è l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite. Un istituto su tre è stato colpito, utilizzato come rifugio per gli sfollati o a scopi militari. Nel paese, 1.8 milioni di bambini non avranno un primo giorno di scuola. Ma il diritto all’istruzione non viene violato solo laddove arrivano bombe e colpi di mortaio. Sono infatti 536mila i bambini siriani fuggiti nei paesi confinanti che non hanno accesso all’istruzione, secondo l’ultimo report di Human Rights Watch. Tanti gli ostacoli che impediscono ai rifugiati siriani di studiare. Alcuni, anche di natura burocratica. Perché in paesi come la Turchia ci possono volere anche sei mesi per ottenere i documenti necessari per iscriversi nelle scuole pubbliche. Lavoro minorile e matrimoni precoci sono le conseguenze estreme della povertà dei rifugiati, causata dalle difficoltà nell’ottenere permessi di lavoro e documenti nei paesi ospitanti.  In Libano, 250mila bambini siriani in età scolare non frequentano i corsi. Spesso, le difficoltà linguistiche impediscono di seguire i corsi. Ancora difficile integrarsi per i bambini con disabilità fisica o psichica.

 

 

GVC RICOSTRUISCE LE SCUOLE IN SIRIA     Ed è per questo che GVC è impegnata per restituire una scuola ai bambini siriani, sia nel loro paese che in quelli che li ospitano. Perché ricostruire le scuole è un segno di speranza per chi da sette anni convive con le crudeltà della guerra.  Ad Aleppo, GVC ha ristrutturato sei scuole nelle aree di Al Muhafaza, Al Jabria e Al Surian. Significa garantire impianti idro-elettrici nuovi, bagni accessibili ai disabili, infissi, intonacatura e verniciatura delle pareti. Ma non solo: anche aule prefabbricate e banchetti per le scuole che sono state restituite ai bambini più sicure e accoglienti di prima. Nell’area orientale della città, però, nei quartieri di Hanano, Skhor e  Al Sha’aar, durante un sopralluogo in alcune scuole, il nostro staff locale ha documentato i danni alle strutture, sventrate dai bombardamenti negli ultimi mesi del 2016: enormi buchi alle pareti e sul pavimento, scale inaccessibili, porte e finestre divelte, facciate sfigurate. C’è ancora molto da fare.

 

 

GVC PER I PICCOLI RIFUGIATI SIRIANI     In Libano, sono ancora in corso i lavori di GVC per ristrutturare la scuola di Laboue, frequentata da 460 bambini siriani e 160 libanesi, rimodernata e ristrutturata affinché possa accogliere anche gli studenti disabili. Il progetto offre anche sostegno psicologico ai piccoli sopravvissuti alla guerra e a chi ha una disabilità fisica o psichica. Realizzato in collaborazione con LOST- Lebanese Organization for Studies and Training, il progetto punta infatti a dar vita a un’esperienza didattica migliore e inclusiva, per una scuola accessibile anche ai disabili. “Sostituiremo  porte e finestre, ricostruiremo i bagni, coibenteremo il tetto e installeremo un nuovo impianto di riscaldamento” spiega  Ali Mounzer, operatore di GVC ogni giorno impegnato sui cantieri della scuola, frequentata da 160 studenti libanesi e 460 siriani che hanno tra i 3 e i 17 anni. Una classe, servizi igienici, i parchi giochi e due rampe d’accesso saranno accessibili agli studenti con disabilità fisiche. Il progetto, però, sostiene anche chi ha difficoltà psichiche. Non solo attività sportive, laboratori artistici e musicali. Il progetto introduce nelle aule psicologi per aiutare gli alunni con disturbi del linguaggio o difficoltà nell’apprendimento, nonché esperti per sostenere le vittime di traumi e curare le ferite lasciate dalla guerra nei bambini siriani.

 

 

RIFUGIATI E DISABILI SPESSO SONO VITTIME DI ESCLUSIONE     “Nei campi, dove operiamo noi, ci sono casi di bambini siriani con la sindrome di down che non vengono accettati nelle scuole e che hanno accesso ristretto ai servizi di base -spiega Francesca Anastasia, cooperante di GVC-. In particolare, ricordo due sorelle gemelle siriane di cinque anni, nate in una famiglia di dieci persone, che non possono andare a scuola. Gli altri fratelli ci vanno, loro no”. In passato, GVC ha promosso l’inclusione e l’integrazione scolastica in Libano, dando vita ad un progetto pilota che ha coinvolto insegnanti, assistenti sociali, educatori speciali e direttori degli istituti in sei scuole pubbliche. Nel paese, però, il piano strategico nazionale per l’inclusione delle persone con disabilità è fermo al 2012.

 

 

GVC E I CORSI PROFESSIONALI IN LIBANO     L’istruzione non è solo quella scolastica. Per questo abbiamo garantito formazione professionale e corsi di fotografia, grafica e information technology nonché trucco e hair styling, a cento giovani siriani e libanesi, nella Valle della Bekaa, al confine con la Siria. Obiettivo è puntare all’inserimento lavorativo, garantendo ai giovani dei tirocini.

 

 

ISTRUZIONE PER TUTTI: L’APPELLO DI GVC      “Dei 123 milioni di bambini che quest’anno non avranno un primo giorno di scuola, il 40% vive nei paesi in via di sviluppo e il 20% in zone di conflitto- ha ricordato Dina Taddia, presidente di GVC-. Il conflitto siriano rappresenta uno dei più preoccupanti perché un’intera generazione di siriani rischia di essere perduta. Noi continueremo a impegnarci, in Siria come in Libano, perché ai bambini non venga sottratto il diritto allo studio e a un intero paese non venga impedito di ricostruire il proprio futuro”. 

 

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Pubblicato il 20.09.2017