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GVC - un mondo di solidarietà

Le scuole speciali di Cuba: l'esperienza di Giulia Borroni

Hola, mi chiamo Giulia, sono una studentessa di Mantova che frequenta il terzo anno della facoltà di Scienze dell’educazione presso l’Università di Bologna e sono iscritta all'ssociazione internazionale mantovana “Un bambino come amico”. Questa associazione gestisce una Casa rifugio per bambini e ragazzi lavoratori di strada in Perù e collabora con il Gruppo di volontariato Civile (GVC Onlus) di Bologna in progetti di solidarietà verso i minori a Cuba e in Mozambico. Nel mese di gennaio mi sono recata a Cuba e ho avuto modo di vivere una bellissima esperienza nelle scuole speciali che ho visitato. Alcune di queste hanno fatto parte, negli anni scorsi, del progetto GVC (Sierra Maestra e Solidaridad con Panama dell’Avana e Ormani Arenado Llonch di Mantua) altre, come la William Soler Ledea, una scuola speciale per sordi e sordociechi, sarà coinvolta nei prossimi tre anni in un’iniziativa di solidarietà del GVC e di Un Bambino come amico. L’aiuto consiste, in larga misura, nell’invio di materiale didattico e di strumenti per allestire laboratori e taller per l’avviamento al lavoro dei ragazzi che soffrono di disabilità. Mentre scrivo scorrono dinnanzi ai miei occhi i volti delle educatrici con le quali ho conversato: Pilar, Tetè, Imilia,Deasy, Raul e dei bambini che ho conosciuto: Giulio, Laura, Adriana, Nadia. Grazie alla disponibilità del mitico Santiago, direttore del Celaee, il centro che coordina a Cuba l’attività delle scuole speciali, ho avuto anche la possibilità di passare alcuni giorni nella scuola per autistici Dora Alonso, giudicata dai Cubani il loro fiore all’occhiello. Ho chiesto di poter visitare questa scuola perché in questi mesi sono impegnata in una attività di tirocinio a Rimini in un istituto per autistici. Alla Dora Alonso ho lasciato una parte del mio cuore. Me lo ha rapito Giulio.
“Tengo que limpiar” (devo pulire): così, infatti, mi ha accolto al mio arrivo all’ingresso della scuola, situata nella Ciudad de libertad, il primo ragazzo che incontro. Come tutte le persone che soffrono di questa discapacità, Giulio ha una sua fissazione: raccogliere tutte le foglie dell’ingresso della scuola e tenere pulito e ordinato lo spazio circostante, un lavoro che svolge con grande perizia e volontà, un vero e proprio stakanovista. La capacità di lavoro è uno dei tratti caratteristici dell’autismo e per la sua dedizione la direttrice Imilia lo ha promosso a giardiniere ufficiale della scuola. Cuba ha un sistema educativo, diverso dal nostro, che prevede le scuole speciali. I cubani sostengono che con le scuole speciali si possono raggiungere dei risultati di integrazione nella vita sociale migliori, una volta raggiunta la maggiore età.
Nelle scuole speciali che ho visitato erano presenti dei taller (laboratori) volti all’appprendimento di un’attività lavorativa. I responsabili delle scuole, gli insegnanti e i collaboratori mi hanno sempre accolta in modo cordiale e si sono sempre mostrati disponibili a dare informazioni circa il sistema scolastico cubano, le sue esigenze e i suoi progetti. Nonostante la difficile situazione economica che vive Cuba e la carenza di materiale scolastico, le scuole funzionano grazie all’impegno e all’amore straordinario verso i disabili che educatori, picologi, logopedisti, fisioterapisi e medici rivolgono ai bambini. Dal 1962, l’attenzione educativa al disabile ha infatti un carattere multidisciplinare. Umanità e professionalità suppliscono alla carenza del materiale. Ho conosciuto più da vicino Angela e Elsa: un’educatrice e la psicopedagogista della scuola Dora Alonso. I giorni passati con loro nella scuola mi sono serviti per capire come, in concreto, lavorano con i bambini e gli adolescenti. Molte attività che venivano proposte ai bambini sono come quelle che vengono proposte in Italia, lo stesso vale per i test per diagnosticare l’autismo. Mi ha colpito il fatto che molti degli oggetti usati nella scuola siano stati costruiti direttamente dalle educatrici: a Cuba non si butta via nulla, tutto può essere utilizzato e riutilizzato. Nei giorni in cui sono stata a Cuba, all’Avana si è tenuto un evento di carattere internazionale, Pedagogia 2009, al quale hanno partecipato venezuelani, boliviani, peruviani, messicani e altri educatori latinoamericani: più di 3000 persone. Le delegazioni più chiassose ed esuberanti erano la venezuelana e la boliviana, i cui paesi sono stati dichiarati recentemente “territori liberi dall’analfabetismo” grazie anche a centinaia di insegnanti cubani che sono andati in Bolivia e in Venezuela a prestare la propria opera di solidarietà. Credo di essere stata l’unica italiana presente. Ho partecipato alla manifestazione inaugurale e ad alcuni seminari nel corso dei quali si sono confrontate le diverse esperienze educative. Nel teatro in cui si sono svolte le manifestazioni di chiusura e di apertura uno striscione riassumeva il senso più vero di Pedagogia 2009 con una frase di Josè Martì: “La educacion es como un arbol: se siembra una semilla y se abre en muchas ramas.” L’educazione è come un albero: si semina un seme e si apre in molti rami.”



* Giulia Borroni ha fatto parte di una delegazione della associazione Un Bambino come amico che si è recata a Cuba in gennaio.

ASSOCIAZIONE UN BAMBINO COME AMICO