"Non sappiamo cosa aspettarci dal futuro"



GVC è da una settimana in Nepal, per portare i primi aiuti umanitari alla popolazione colpita dal violentissimo terremoto del 25 aprile, che ha provocato 6700 morti, 14.000 feriti, 170.000 case distrutte e altre 140.000 danneggiate, anche se il Governo nepalese comunica che i danni alla fine raggiungeranno i 500.000 edifici. La situazione nella capitale, Kathmandu, è sotto controllo, anche se ovviamente c’è moltissimo da fare.

Erica Beuzer, la nostra cooperante partita giovedì scorso per coordinare la missione GVC sul territorio, racconta “A Kathmandu la vita poco a poco riprende. Le (poche) fortunate persone che hanno ancora una casa, sebbene molto spaventate, sono rientrate. Quelle che purtroppo ancora non ce l'hanno, sono state rapidamente assistite con un riparo di emergenza, cure, cibo, e acqua. Ma lo stress è enorme”. Erica ha raccolto le testimonianze delle persone accampate nel quartiere di Boda, alle porte della capitale, e le parole sono più o meno le stesse. “Non sappiamo cosa aspettarci dal futuro” dicono Sanjay e Radhika, di due famiglie accampate in tende piccole e soffocanti. Pusspa, che ha 11 anni, parla un inglese perfetto e vive in tenda con la sua famiglia di 6 persone. Vorrebbe tornare a scuola ma la scuola è distrutta, e non sa cosa aspettarsi dal domani.

Purtroppo anche fuori dalla capitale la situazione non migliora, anzi. Lì la violenza del terremoto ha colpito più forte, eliminando il 95% degli edifici, e molte persone sono rimaste ancora isolate, perché difficili o addirittura impossibili da raggiungere “La situazione è gravissima per quanto riguarda gli shelter [i ripari provvisori] e sono soprattutto le condizioni igieniche, oltre alla penuria di cibo, ad essere preoccupanti” continua Erica. “La rabbia della popolazione cresce, per l’assistenza che fa fatica ad arrivare, perché le strade sono inagibili o inesistenti. Alcuni camion di aiuti umanitari sono stati assaltati, la gente è allo stremo”.

Strade rotte e inagibili, gran parte della popolazione senza accesso all’acqua, strutture sanitarie e fognarie distrutte in questi villaggi rendono altissimo il rischio di epidemie, specialmente per donne e bambini. Occorrono molti fondi, secondo Reliefweb per la ricostruzione servirebbero 415 milioni di dollari.

Per sostenere la popolazione del Nepal è possibile donare mandando un SMS al numero solidale 45591 (1€ dal cellulare e 2€ dai telefoni fissi) fino al 10 maggio o attraverso il conto corrente bancario EmilBanca Codice IBAN IT 19 H 07072 02411 045000092736.

Questa notizia si inserisce nel quadro delle iniziative coordinate da AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, all’interno dell’appello di risposta al Terremoto in Nepal. AGIRE è il coordinamento di 10  tra le più importanti organizzazioni non governative che rispondono in maniera congiunta alle gravi emergenze umanitarie. Maggiori informazioni su www.agire.it

Pubblicato il 06.05.2015