Nicaragua, un progetto per ripulire la città di Puerto Cabezas

Un progetto di  GVC Gruppo di volontariato civile e altri partner locali e internazionali darà vita a un centro per il compostaggio e alla raccolta differenziata a Puerto Cabezas.  In questo Municipio del Nicaragua attualmente si raccolgono 42 metri cubi di residui solidi urbani al giorno, cifra che rappresenta solo il 30% della produzione giornaliera. La percentuale restante, si accumula nelle strade, finisce nei fiumi o viene bruciata. E secondo il ministero della Salute, c’è una correlazione tra le condizioni ambientali e igienico sanitarie e l’insorgere di malattie e di nuovi focolai di malaria in città.

 

NICARAGUA, A 13 KM DA PUERTO CABEZAS     “In una discarica, un giorno abbiamo visto dei fratellini rovistare nella spazzatura. Una bambina era felice perché quel giorno a casa avrebbero ‘mangiato acqua sporca’: avevano trovato una cipolla marcia per la zuppa. I bambini che abitano qui nei dintorni, non vanno a scuola e spesso sono costretti ad andare in discarica alla ricerca di qualsiasi cosa sia commestibile o rivendibile” racconta Federica Siani, responsabile del progetto “Tawan Klin – Ciudad Limpia” dell’ong GVC- Gruppo di volontariato civile e di altri partner che in tre anni punterà a rafforzare le capacità tecniche del Comune nella gestione dei rifiuti e promuoverà la raccolta differenziata tra i cittadini. “Nella discarica, c’è un scavo di circa 90x80 metri che è colmo di rifiuti: lì sotto, il metano rischia di provocare incendi spontanei. E’ quanto mai urgente sostenere la nuova amministrazione, che pare essere determinata nel voler intervenire sul problema con azioni concrete”.

 

Cumuli di spazzature per le strade del centro urbano

 

LA PLASTICA E’ OVUNQUE     Nel centro urbano, la spazzatura rappresenta un problema quotidiano. “C’è un consumo di bibite zuccherate esagerato perché l’acqua in bottiglia costa più della Coca cola e non esistono fontanelle  pubbliche” racconta Federica. L’elevato consumo di bibite zuccherate, direttamente proporzionale al costo dell’acqua, è un problema presente in molti paesi dell’America latina. Forse non a caso, sono numerose le siringhe usate dai diabetici tra i rifiuti di Puerto Cabezas. In tutta la città, la plastica invade le strade e le spiagge. Gli animali, inoltre, vengono lasciati liberi di circolare e persino le mucche da allevamento finiscono per mangiare i rifiuti”. Frequente l’abitudine di bruciare nel proprio giardino la spazzatura. Tutto questo in una zona in cui si ha il più alto numero di casi di malaria del Paese.

 

 

MALARIA E MALATTIE     “Fino a tre o quattro anni fa, si pensava fosse stata sconfitta ma ora sono nati nuovi focolai” spiega Federica. Secondo i dati rilasciati dal Policlinico di Puerto Cabezas, infatti, nel primo semestre dell’anno 2016, nell’area urbana si sono verificati 229 casi di malaria, 1.619 di sindrome diarroica acuta, 6.035 di sindrome respiratoria acuta e 1.265 di polmonite, in un municipio in cui 64.677 abitanti (il 63,9%) vivono in condizioni di povertà estrema. Di questi, il 36,1% vive nell’area urbana che conta 67.285 abitanti. Tra i problemi del Municipio, anche le inondazioni che colpiscono frequentemente le rive del Long Creek.  “La gente getta i rifiuti in un fiumiciattolo che attraversa la città e che spesso inonda le palafitte, costringendo le famiglie ad andare via– spiega Federica-. Inoltre, temiamo che la spazzatura venga scaricata illegalmente altrove”.

 


 

IL PROGETTO “TAWAN KLIN – Ciudad Limpia”, finanziato dalla Commissione europea, coinvolgerà GVC, l’Asociación de Recicladores de Nicaragua (ASORENIC) e il Fons Catalá De Cooperaciò al Desenvolupament. Il ruolo principale, però, sarà svolto dal Comune di Puerto Cabezas. Se da un lato si punterà a costruire un centro di smistamento per il compostaggio, dall’altra si cercherà di intervenire sulle abitudini dei cittadini, introducendo la differenziata. “Inizieremo con il chiedere alle famiglie di separare l’organico dall’inorganico. I rifiuti verranno poi ulteriormente differenziati dagli operai del Comune e venduti alle aziende internazionali che si occupano di riciclo- racconta Federica-. Non è semplice: bisogna portare la gente a decidere di non bruciare più la propria spazzatura e a pagare per un servizio efficiente. Il processo dovrà essere graduale. Non pensiamo a delle vere multe per i trasgressori. Chiederemo loro di svolgere attività a servizio della comunità”. Oltre ad acquistare due nuovi camion per la raccolta, il progetto prevede il coinvolgimento dei “carretoneros” ovvero di quelle persone che raccolgono la spazzatura grazie a tricicli a trazione umana o animale che, con asini o cavalli, possono raggiungere le strade più impervie della città.

 

 

 

FORMAZIONE     “GVC formerà tutti i tecnici del Municipio, compresi i carretoneros che già collaborano a pagamento, in maniera occasionale, con l’Alcaldia- racconta Federica-. E contribuirà a dare lavoro a diverse persone. Coinvolgeremo i gruppi vulnerabili, giovani, donne, anziani e disabili, e apriremo una call tramite un bando a cascata per finanziare progetti che contribuiscano a pulire il fiume e che creino opportunità di commercializzazione della frazione inorganica. La speranza è che cooperative e associazioni possano rivendere materiale da riciclare, in modo che si creino le condizioni per poter investire di più sulla raccolta e sulla differenziata”. 

 

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Pubblicato il 30.08.2017