Nicaragua, dal disagio al teatro: i giovani diventano "Cacciatori di storie"

Dal Nicaragua in Italia per mettere in scena lo spettacolo teatrale "I cacciatori di storie". Quindici giovani nicaraguensi della "Casa del giovane volontario" di GVC Italia esordiscono come attori a Bologna. Arte, cultura, istruzione: ecco come stanno cambiando le vite dei ragazzi che vivono in uno dei distretti più poveri del paese.


 

GIOVANI E DISAGIO      Crescere in Nicaragua non è semplice. E’ il paese con il più alto tasso di disuguaglianze di reddito al mondo; dopo Haiti, è il più povero d’America. L’80% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno: per la maggior parte dei giovani, povertà significa vivere in strada. Ed essere costantemente esposti al pericolo. Perché in questa terra sono ancora tanti gli episodi di violenza, sfruttamento e violazione dei diritti, nei confronti dei minori. Grazie anche ai soci di Coop Alleanza 3.0, GVC Italia ha costruito nel 2000 “La casa del giovane volontario” a Chinandega. In pochi anni, è diventata una organizzazione autonoma (CAJOVO – Casa del Joven Voluntario) per la protezione dei diritti dell’infanzia. Nel tempo, qui, hanno trovato accoglienza oltre cinque mila bambini e adolescenti. Molti di loro sono cresciuti e hanno di fronte un futuro diverso.

 

LO SPETTACOLO       Grazie a un progetto finanziato dall'Ue per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Nicaragua, realizzato da GVC Italia, CAJOVO e La Baracca – Teatro Testoni, oggi, quindici giovani nicaraguensi della Casa sono arrivati in Italia per mettere in scena lo spettacolo “Cazadores de historias”, riadattamento dell’opera di Eduardo Galeano. Dopo un training laboratoriale curato in loco da CAJOCO, con la direzione di Bruno Cappagli, regista e attore, e Fabio Galanti, scenografo, i giovani sono diventati “cacciatori di storie”. Perché le storie sono vere solo quando a raccontarle sono i “ninguneados”, gli emarginati. E possono essere cambiate solo quando si creano spazi di espressione per i giovani. Perché è proprio questo che hanno chiesto, definendolo come uno tra i più importanti dei diritti che sono stati negati loro: luoghi in cui raccontarsi ed essere ascoltati.

 

IL FUTURO CHE MERITANO      Josman, sguardo vivace e intelligenza profonda, oggi è cresciuto ed è diventato un collaboratore irrinunciabile per la Casa e per i ragazzi, diventando il direttore del gruppo di teatro in questi due anni di laboratorio e preparazione della piece “Cazadores de Historias”. Da piccolo, però, il teatro era molto lontano dalla sua vita, faceva piccoli lavoretti in strada per guadagnarsi da vivere. Il suo destino oggi è cambiato. Ma nel distretto di Chinandega, tra i più poveri del paese, i giovani sono costretti a sacrificare il loro talento allo sforzo e alla necessità di sopravvivere. Non hanno alternative. Per molti di loro, riscrivere il futuro è pura utopia. E invece GVC Italia, grazie ai numerosi progetti finanziati da diverse istituzioni europee e internazionali, con il sostegno costante negli anni dei soci di Coop Alleanza 3.0, ha portato nella “Casa del giovane volontario” istruzione, arte e cultura, e la possibilità di una piena realizzazione personale. E’ una vera rivoluzione capace di restituire ai destini di questi giovani le possibilità che meritano. “L’attività teatrale rientra nel progetto di promozione e acquisizione della consapevolezza dei diritti dei minori da parte dei ragazzi che vivono in situazioni di disagio e che spesso provengono da famiglie molto problematiche del Nicaragua” ha spiegato Federico Palmas, rappresentante Centro America e Caraibi di GVC Italia.

 

IL SOSTEGNO DI COOP ALLEANZA 3.0      Quattordici ore di viaggio. Era il loro primo volo. I ragazzi però non hanno dimenticato un regalo, consegnato a Dino Bomben, vice-presidente di Coop Alleanza 3.0, realtà che con i suoi due milioni e mezzo di soci sostiene i progetti di GVC. E’ un carro con i buoi intagliato a mano nel legno. “Sono commosso: il senso di questo dono è che il nostro aiuto consente a tutti loro di trainare le loro esistenze al di là di un contesto di privazione, violenza e sofferenza” ha dichiarato Bomben-. Non basta essere grandi: bisogna saper ascoltare e fare con il cuore, così come fanno i nostri due milioni e mezzo di soci”. Il sostegno dei soci di Coop Alleanza 3.0 è stato possibile grazie alla donazione dei punti della raccolta negli Iper: un piccolo gesto che si è tradotto nella costruzione della casa e nell’implementazione di un progetto del quale hanno usufruito 5 mila adolescenti. “Da anni i soci di Coop Alleanza 3.0 sostengono i nostri progetti, e in particolare la Casa del giovane in Nicaragua – ha ricordato Dina Taddia, presidente di GVC Italia-. Significa sottrarli a storie di violenza e sfruttamento, proteggerli dalla criminalità e dalla sofferenza”.

 

Pubblicato il 29.04.2017