Le mani sull'acqua

Migrazioni ambientali e conflitti per il controllo delle risorse idriche

 

Redatto da GVC e il Master in Gestione delle Risorse Idriche nella Cooperazione Internazionale dell’Università Milano Bicocca.

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GVC Italia presenta il report “Le mani sull’acqua”,  in occasione della conferenza sulle migrazioni ambientali e i conflitti per il controllo dell'oro blu che si è tenuta il 31 marzo a Palazzo d’Accursio a Bologna. 

Nel rapporto si evidenzia come il cambiamento climatico - associato ad una scellerata gestione dell’acqua - stia producendo effetti devastanti in particolare nei  paesi in via di sviluppo, paesi che vivono principalmente di agricoltura, fonte di cibo e di reddito. 

Senza acqua non c’è cibo, non c’è salute, non c’è lavoro. Quando manca tutto cresce la competizione, si accendono conflittualità e - se non si interviene -  l’unica scelta possibile è migrare. Sono migrazioni volontarie o forzate? Che risultati producono nelle comunità di origine e in quelle di arrivo?

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo (OCSE) sostiene infatti che nel 2050 circa 4 miliardi di persone potrebbero vivere in zone affette da scarsità d’acqua e Il Word Economic Forum ha identificato la “crisi dell’acqua” tra i maggiori rischi globali.

L'ong ritiene dunque che sia fondamentale ed urgente una riflessione sulla gestione delle risorse idriche e sullo sfruttamento delle stesse, dovuto in parte anche alla conflittuale gestione dei grandi bacini fluviali, alla costruzione di imponenti dighe, alla privatizzazione di terre ed acqua a scapito delle comunità autoctone al sovra-sfruttamento delle sorgenti.



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