La campagna #Faces2Hearts arriva in Cambogia

Tra chi ha vissuto l’esperienza della migrazione e gli abitanti dei villaggi cambogiani per raccontare le esperienze di chi ogni giorno beneficia del progetto Migra Action di GVC, sostenuto dall’Unione europea. Il viaggio di Lauren Kana Chan- blogger giapponese e storyteller selezionata dalla Commissione Europea per dare voce alla campagna #Faces2Hearts- servirà a documentare le storie di chi è caduto nella trappola della tratta e ora aiuta gli altri a sfuggire alle sue insidie. In Cambogia, in questi giorni, anche una visita della delegazione dell’Unione europea.

 

 

#FACES2HEARTS, VIAGGIO IN CAMBOGIA     “Prima di fare un’intervista, chiediti sempre perché hai deciso di farla. E inizia sempre da lì”. E’ questo il consiglio che Lauren- blogger e ‘inviata’ in viaggio per il mondo della campagna #Faces2Hearts della Commissione europea- ha dato ai giovani cambogiani che hanno partecipato al training di GVC per imparare a documentare con un semplice smartphone le storie di chi li circonda. “Cerca di essere sorridente e di far sentire l’interlocutore a suo agio. Fai in modo che si fidino di te e si aprano. Dimostrati interessato a ciò che ti stanno dicendo” ha continuato a spiegare al gruppo di giovani teen-ager chiamato a documentare le storie dei migranti cambogiani che si raccontano all’interno dei gruppi di auto-aiuto di GVC. Lauren ha partecipato ad uno degli incontri e ha raccolto le testimonianze di chi è rientrato dalla Thailandia, dopo aver vissuto l’esperienza della tratta o dello sfruttamento. La blogger ha visitato anche il distretto di Kralanh. Si tratta di un’area nota per l’alto tasso di migrazione tra i cambogiani.

 

 

LA VISITA DELLA DELEGAZIONE DELL’UE     Insieme a Lauren, a fare visita a GVC è stata anche una Delegazione della Rappresentanza europea, invitata a partecipare ad una riunione del gruppo di auto aiuto dei migranti nella provincia di Oddar Meanchey. “Questi incontri consentono ai migranti rientrati in patria di avere la rara opportunità di poter parlare di ciò che hanno vissuto e di poter sensibilizzare e informare tutti quei cambogiani che corrono il rischio di affidarsi a canali non sicuri di migrazione- ha spiegato Enza Di Iorio, rappresentante di GVC in Cambogia -. Le riunioni dei gruppi di auto aiuto si tengono ogni mese e vengono organizzate insieme ai nostri partner locali: Legal Support for Children and Women e il Cambodian Women’s Crisis Center”.

 

 

IL DISTRETTO DI KROLANH     “Abbiamo lavorato per molti anni insieme a GVC e abbiamo potuto riscontrare un notevole cambiamento nella consapevolezza della necessità di migrare in maniera sicura e con i documenti giusti- ha spiegato Sok Seng, funzionario del Comune di Choun Leasdai, nel distretto di Krolanh-. Il tasso di migrazione qui, purtroppo, è ancora molto elevato. La gente è costretta ad andare via a causa della disoccupazione e per questo parte per cercare fortuna in Thailandia. Ora i cambogiani coinvolti nel progetto di GVC sono più in grado di comprendere quali siano i rischi e possono scegliere di migrare in maniera consapevole”.

 

 

PAROLA CHIAVE: INFORMARE     “Registriamo ancora svariati casi di persone che attraversano il confine senza documenti. Alcuni hanno scelto di migrare molti anni fa e fanno ritorno soltanto adesso- ha spiegato Sethypong Sok, team leader dei facilitatori locali di GVC in Cambogia-. Ora, anche con l’aiuto dei giovani che hanno partecipato al training di GVC per diventare, attraverso lo storytelling peer communitty educators dei citizen journalist, crediamo di poter diffondere meglio l’informazione sulla migrazione attraverso canali sicuri affinché si riducano sempre di più i casi di abuso”. “Aumentare la consapevolezza sulla migrazione è imprescindibile per evitare che i migranti poveri – che sono i più vulnerabili a potenziali abusi – trasformino la loro ricerca di fuga dalla povertà in un’esperienza inumana” conclude Margherita Romanelli, responsabile per l’Asia di GVC “Ma lo è anche perché un’intera comunità riesca a capire quali possono essere i potenziali rischi di impoverimento di risorse umane e capacità per lo sviluppo del proprio territorio, ed orientare programmi adeguati che possano coniugare la migrazione e le opportunità di promozione umana e sviluppo sostenibile”.

Visita il sito https://www.faces2hearts.eu/ 

Bologna, 19 febbraio 2018 

 

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Pubblicato il 19.02.2018