In Mongolia, da solo in moto per GVC

Attraverserà l’Europa e l’Asia centrale, per andare in Mongolia, da solo, sulla sua moto, e sostenere la campagna www.gocciaagoccia.org di GVC Italia. Ecco chi è Giulio Romito, il giovane fotografo che gli utenti possono sostenere sulla piattaforma di crowd-funding GoGetFunding e seguire nel suo viaggio, tappa dopo tappa, sui social.

 

IN MOTO IN MONGOLIA          La rotta è già tracciata. A vederla sulla carta fa paura: sono 17.500 km che attraversano venti stati e tracciano una linea tra l’Inghilterra e la Mongolia. Per Giulio, saranno due mesi di viaggio in solitaria sulle due ruote della sua Honda Transalp. Parteciperà alla Mongol rally, corsa a scopo benefico. Da solo, con una macchina fotografica in spalla e la sua più grande sfida in tasca, correrà per stabilire un record di beneficienza e sostenere la campagna di raccolta fondi di GVC Italia www.gocciaagoccia.org, in favore delle popolazioni che non hanno accesso all’acqua in paesi come la Siria, il Burundi e il Libano. “Da poco è nata mia nipote e ho capito ancora di più quanto sia importante ciò che fa GVC per i bambini, soprattutto riportando acqua nelle scuole in Siria o nei campi informali in Libano” ha detto.

 

 

CONTRO GLI IMPREVISTI     Ha solo 34 anni. Vuole attraversare in fretta l’Europa per arrivare presto là dove c’è un mondo del tutto sconosciuto ai più. “Anche se spero che l’Europa mi sorprenda” dice. Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan: ha scelto lui l’itinerario che lo porterà ad arrivare ad Ulan Ude, in Russia, proprio al confine con la Mongolia, il 15 settembre. Ha una sola preoccupazione: il Turkmenistan. “Ho un visto che dura solo cinque giorni per stare in questo stato barriera tra Mar Caspio e Afghanistan. Se non riuscissi ad arrivare in tempo lì o avessi un imprevisto, dovrei girare le spalle e tornare indietro” dice. Contro gli imprevisti, però, sta seguendo un corso di meccanica. Nella sua moto, ripone una grande fiducia: “mi farà ritornare lì dieci volte, io lo so” racconta. E aggiunge: “Sono sempre andato in cerca di storie vere, da catturare dal vivo, di mani da stringere e sguardi da incrociare. Li ho sempre voluti raccontare con la fotografia e questa è la mia occasione, ne sono certo”.

 

 

DALLA FOTOGRAFIA PATINATA AL REPORTAGE: DUE MESI PER ESSERE CHI SONO VERAMENTE     Giulio, un passato da pallavolista professionista che dalla Puglia si è spostato prima in Sardegna poi in Veneto, ha un presente da fotografo nella capitale della moda, dove lavora per le grandi marche dell’e-commerce, come Oviesse. La sua anima, però, è da reporter. La sua sensibilità, tutta volta al sociale. Sviluppa in bianco e nero su pellicola. Si nutre di diari di viaggio. Ha scelto questo itinerario perché vuole “combattere contro i pregiudizi nei confronti delle popolazioni dell’Asia centrale”. Non sa dove si fermerà o andrà a dormire. “Sacco a pelo e tenda, soluzioni low cost” dice. Una società che produce pannelli solari gli fornirà dei prototipi da installare sulla moto per caricare cellulare e altri device. Il resto è improvvisazione. “E’ il bello della partita iva, puoi lasciarti dietro tutto e andare” spiega, sorridendo.

 

 

IL PROGETTO DI CROWDFUNDING      Giulio punta a rientrare solo nei costi e a dare tutto il resto dei fondi raccolti sulla piattaforma di crowdfunding GoGetFunding in beneficienza. Verranno devoluti ad una ong che si chiama CoolEarth.org, come richiesto dagli organizzatori del Mongol Rally, e a GVC Italia, come scelto invece da lui personalmente. Tutti i sostenitori del progetto potranno avere in cambio delle foto, t-shirt, adesivi, spillette, oltre a poter seguire il viaggio dal vivo su Instagram e Facebook (El Pazo) di Giulio e a consentire la realizzazione del suo foto e video reportage. “Al Mongol Rally partecipano molte altre persone, ognuno con il suo itinerario personale- spiega-. Chi vince? Chi riesce a dare più danaro in beneficienza e io spero di essere tra quelli”.

 

Pubblicato il 11.04.2017