In arrivo la webserie del Terzo Segreto di Satira "TSS on the road"

"TSS on the road. An EU Aid Volunteers webseries" è la serie di mini documentari del Terzo Segreto di Satira prodotta da GVC all'interno dell'iniziativa di volontariato di ECHO, realizzata per GVC. Quella del famoso team di videomaker è stata un'esperienza umana di incontro con il mondo della cooperazione e del volontariato oltre che con i rifugiati siriani in Libano e con i beneficiari dei progetti di GVC in Nicaragua.

 

IL VIAGGIO DEL TERZO SEGRETO DI SATIRA TRA I RIFUGIATI            Molti sono nati e cresciuti nei campi in Libano. Altri invece riconoscono il rumore delle bombe prima che piovano a terra. Le loro famiglie sono fuggite dalla Siria. Hanno lo sguardo di chi vive in una terra di mezzo, sospesa tra gli effetti della guerra e il richiamo della sopravvivenza. Sono i bambini siriani della scuola di Labwe, ristrutturata da GVC, per i quali l’attore Marco Ripoldi ha improvvisato uno spettacolo di clownerie.  “Poterli abbracciare, guardarli negli occhi per concedere loro di vivere per un momento in un’altra dimensione, è stato un privilegio – racconta -. Quando mi sono struccato in classe mi sono detto: sveglia perché ti piomba la tristezza addosso”.  Ed è in un continuo succedersi di sorrisi e riflessioni serie che Marco e i videomakers de Il Terzo Segreto di Satira hanno realizzato per GVC i cinque episodi della webserie “EU Aid Volunteers: TSS on the road” che presenteranno in anteprima al Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di cinema sociale di GVC a Bologna dall’11 al 14 ottobre, nella serata di sabato 13 ottobre alla Cineteca di Bologna.

Libano, Marco Ripoldi, clown per i bambini di Labwe (foto de Il Terzo Segreto di Satira)

LA WEBSERIE DEI VOLONTARI DI GVC         Si tratta di una specie di mockumentary – un prodotto a metà tra fiction e falso documentario – che il gruppo di youtuber diventato famoso prima sul web e poi per le collaborazioni con Ballarò, Report e Piazzapulita, ha girato in Libano e in Nicaragua fra febbraio ed aprile, quando ancora era impossibile prevedere i risvolti che avrebbero poi costretto al rimpatrio dei nostri EU Aid Volunteers. Anche qui, oltre a essere impegnati nelle riprese, Marco e i cinque componenti del gruppo hanno voluto regalare ai bambini delle comunità lagunari uno spettacolo di giocoleria. Un ricordo indimenticabile all’interno di un esperimento di comunicazione innovativo che sarà discusso e presentato l’11 ottobre dalle 15 alle 17 durante un incontro del corso in Humanitarian Communication presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.  “Servendosi di cellulari e due telecamere, cinque milanesi che sono arrivati in zone in cui è improbabile che si potessero trovare, raccontano con il loro tipico tono fra il serio e il faceto l’esperienza dei nostri volontari e dei cooperanti coinvolti nei progetti umanitari” spiega Marina Mantini, communication focal point dell’iniziativa Eu Aid Volunteers dell’Unione europea, grazie alla quale, solo nel 2017, con GVC sono partiti per l’estero 58 volontari. 

Nicaragua, Attività con i bambini durante le riprese della nuova webserie (foto de Il Terzo Segreto di Satira)

VIVERE LONTANI DALLA PROPRIA TERRA       “In questi giorni ci sono stati dei bombardamenti a pochi chilometri da qui, oltre il confine libanese, in Siria. Non è successo niente ma mi ha fatto riflettere sulla vita dei cooperanti che devono fare i conti con questo senso di insicurezza e che al contempo cercano di minimizzare con i parenti all’estero, facendo uno sforzo creativo per essere credibili” racconta sorridendo Andrea Mazzarella. A spiazzare il collettivo di videomaker satirici, per la prima volta a contatto diretto con il mondo degli aiuti umaniatari, soprattutto l’estrema povertà della popolazione in Nicaragua e la grande capacità di resilienza dei rifugiati siriani in Libano

Nicaragua, Waslala, il dietro le quinte della webserie (foto de Il Terzo Segreto di Satira)

LA VITA DI VOLONTARI E COOPERANTI          Vedere questa umanità e questi bambini che sorridevano nonostante tutto mi ha stupito- spiega Andrea Fadenti-. Qui ho capito che la vita supera tutto. Sembra una banalità ma sicuramente noi non ce lo aspettavamo”. “Sembra assurdo vedere le antenne paraboliche spuntare dalle tende - aggiunge Marco-. I rifugiati hanno cercato ugualmente di continuare a vivere. Ti accolgono come se fossi nella loro città ma la verità è che sono in una situazione di ostaggio e questo crea un contrasto emotivo molto forte”. Della vita dei cooperanti e dei volontari, invece, Pietro Belfiore dice: “Sono rimasto stupito nello scoprire come questo sia un lavoro nel senso più nobile del termine. Ho cercato di capire il perché delle scelte di volontari e cooperanti e ho cercato di entrare nelle loro dinamiche. Mio padre lavorava in questo mondo ma tanti anni fa, ed ora è completamente diverso”.  E Davide Bonacina conclude: “Sono rimasto sorpreso dalla macchina e dalle competenze specifiche di tutti quelli che lavorano qui”.

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Pubblicato il 06.10.2018