Gli interventi di GVC nel 2017

In quasi cinquant’anni di esperienza, abbiamo sviluppato competenze in ogni ambito della cooperazione, ideando nuove metodologie e approcci per favorire la crescita e lo sviluppo in tutto il mondo. Da sempre, impieghiamo le risorse in diversi settori: dagli aiuti umanitari alla tutela ambientale, dalle attività volte a garantire salute, cibo, diritti, acqua e servizi igienico sanitari, a quelle tese a supportare lo sviluppo socio economico delle comunità. Grazie all’intervento di tecnici e professionisti competenti e specializzati, nel 2017 abbiamo realizzato e monitorato 73 progetti all’estero e 14 in Europa. L’impatto di questi interventi si è tradotto in un miglioramento delle condizioni di vita per 2.184.148 persone in 23 paesi. A beneficiarne sono stati soprattutto i soggetti più vulnerabili, e in particolare donne (per il 54%) e bambini (per il 24%), ma anche disabili, sfollati, rifugiati e migranti, in tutto il mondo.

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GLI INTERVENTI NEL 2017           Sette lunghi anni di guerra in Siria hanno richiesto una maggiore concentrazione di risorse umane e finanziarie nell’area. Nel 2017, infatti, GVC ha continuato a operare in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, al confine con la Siria, per ricostruire le infrastrutture idriche e garantire accoglienza, istruzione e diritti ai rifugiati. Sin da prima della lunga crisi che ha colpito il paese, l’organizzazione è presente in Siria, con sedi operative a Damasco e ad Aleppo. In queste aree, ha continuato a operare per ricostruire le scuole e riportare l’acqua alla popolazione. Contemporaneamente, però, crisi storiche e di lungo periodo si sono cronicizzate. Per questo è stato necessario intensificare l’intervento in Palestina, a Gaza e nei territori occupati, per garantire l’accesso alle risorse idriche e ai servizi igienico sanitari alla popolazione, lavorando contemporaneamente a proposte di sviluppo dell’economia locale. Sforzo analogo è stato attivato da tempo in Tunisia, con la formazione di cooperative a governance femminile nelle aree rurali, così come in Perù. In Mozambico, è costante il sostegno ai piccoli produttori nei mercati biologici e solidali.

 

 

I PROGETTI NEL 2017           A progetti di cooperazione allo sviluppo, GVC affianca da sempre programmi di emergenza. Come in Burundi dove, oltre a contrastare la malnutrizione infantile e a favorire l’autosufficienza alimentare delle famiglie, l’ong è ora impegnata anche sul fronte sanitario per accogliere e curare i rimpatriati burundesi e i rifugiati congolesi. Di fondamentale importanza per agire con maggiore efficacia nel contrasto al traffico e allo sfruttamento di esseri umani nel Sud est asiatico, invece, è stata l’apertura di nuovi progetti in Thailandia. Qui, infatti, sono nate nuove opportunità per tutelare i diritti dei migranti cambogiani che sono costretti ad attraversare il confine in cerca di lavoro. Nel 2017, si è rafforzata inoltre l’azione nel Sahel, in Burkina Faso, con progetti rivolti in particolar modo a donne in gravidanza, madri che allattano o che hanno bambini molto piccoli, attraverso la distribuzione di cash e voucher alle famiglie per l’acquisto di beni primari. In America Latina, la minaccia di un peggioramento delle condizioni climatiche ha richiesto interventi di prevenzione e sostegno alle capacità di resilienza delle comunità. Inondazioni e alluvioni, cui seguono periodi di siccità, rendono sempre meno produttive le terre e mettono a dura prova l’agricoltura e l’economia locale, in Bolivia come in Guatemala. Riforestazione, recupero delle terre e risanamento delle sorgenti d’acqua sono state invece le parole chiave dei progetti tra Repubblica Dominicana e Haiti. Continuativa l’azione di GVC a Cuba. Qui, anche durante il passaggio dell’Uragano Irma, si è continuato a dare sostegno a donne, anziani e disabili all’interno del centro diurno. In Nicaragua, invece, oltre a operare per la tutela dell’ambiente, è stato avviato anche un progetto in sostegno dei diritti delle donne che hanno subito violenza. Numerose, infine, le iniziative di advocacy e sensibilizzazione all’educazione alla cittadinanza attiva in Italia e in Europa che hanno raggiunto 104.589 persone, offrendo a insegnanti e studenti gli strumenti per comprendere le complesse dinamiche globali. 

GLI INVESTIMENTI           Nel 2017, sul totale degli investimenti, il 48% è stato impiegato in progetti di emergenza e il 52% in programmi di sviluppo sostenibile. La quota del budget destinata a garantire acqua (pari al 28% del totale), cibo (12%), aiuti umanitari (20%) e diritti (18%) ammonta complessivamente a 10.722.358 Euro e risulta superiore a quella impiegata negli altri settori. È però evidente che la soddisfazione di questi diritti fondamentali abbia un alto grado di incidenza anche su sviluppo economico, salute e ambiente, in quanto tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sono fortemente interdipendenti. Inoltre l’8% delle risorse sono state destinate ad attività di advocacy ed educazione alla cittadinanza globale.

Pubblicato il 12.07.2018