Cosa ho visto? Quei ricordi nei disegni dei bambini siriani

Specchi neri su fogli bianchi, mani che si cercano, colombe in gabbia ma anche farfalle in libertà e donne in movimento: nei disegni dei bambini siriani della scuola di Labwe trova sfogo uno sguardo interiore che non dimentica la guerra. Stefano Ricci, artista internazionale dalla grande sensibilità, ha aiutato a esprimersi gli alunni della scuola ricostruita da GVC al confine tra Siria e Libano, tenendoli per mano mentre affrontavano i ricordi.

 

COS'HO VISTO? I RACCONTI NEI DISEGNI DEI BAMBINI      “C'è un disegno che mi è rimasto impresso fin dal primo momento in cui l’ho visto. C’è questa figura che si muove ed è viva nell’atto creativo. Il movimento è sintetizzato nelle pieghe di un vestito corto che somiglia un po’ a una piovra o a un pesce ma è il vestito di una donna che si sta spostando. Mi ha davvero incantato”. Stefano Ricci, artista di fama internazionale in viaggio con noi in Libano, ci racconta così la grande energia che si è sprigionata durante il workshop di disegno che ha organizzato nella Valle della Bekaa per i bambini siriani e libanesi della scuola di Labwe, da poco ristrutturata da GVC.

 

 

UNA COLOMBA IN GABBIA     L’esercizio dal titolo “che cosa ho visto qui?” è stato studiato per far allargare la memoria a centri concentrici verso l’esterno per far sì che lo sguardo dei piccoli si spostasse dall’aula alla finestra, fino a trasformarsi in memoria di ciò che hanno visto nel loro villaggio e nel loro paese. China nera, fogli bianchi e pennelli in mano, la risposta dei bambini è stata di una intensità sorprendente. “C’era una piccola che disegnava tenendo il pennello per la punta. Il tratto, così, sarebbe dovuto essere esitante e invece lei è riuscita lo stesso a tracciare linee con grande naturalezza- racconta Stefano-. Aveva un fazzoletto verde acqua in testa e sorrideva con dolcezza”. Sul foglio, una colomba chiusa in gabbia che guarda una farfalla fuori volare.

 

 

UNO SPECCHIO NERO      Tra gli altri disegni, anche tante bandiere. Ma c’è anche chi è andato oltre il visibile e ha rappresentato uno specchio completamente nero in un foglio bianco. “Per essere sicuro di aver capito bene, ho chiesto al bambino per due volte come mai avesse disegnato sul foglio una superficie tutta nera. Lui però mi ha confermato che aveva voluto disegnare uno specchio nero su carta bianca” ricorda con grande tenerezza Stefano. E poi – continua – “tutti ricordiamo quando da piccoli ricalcavamo i contorni della nostra mano con un pennarello. E’ una tecnica antica quanto il mondo e risale alla pittura rupestre e al Paleolitico. Non so se un bambino o una bambina, ma ha dipinto prima una mano piccolissima, forse la sua, e dopo una mano molto più grande. Una delle due non era la sua- spiega-. Nel disegno, queste due mani si sfiorano attraverso un vetro e sono di due persone con età diverse”.

 

 

UN LIBRO CON I DISEGNI DEI BAMBINI      Dopo la ristrutturazione della scuola di Labwe, frequentata da 460 bambini siriani fuggiti dalla guerra e da 160 libanesi, alcuni dei quali con disabilità, GVC continua a lavorare insieme all’ong locale LOST per garantire una migliore esperienza didattica sia ai rifugiati che ai libanesi, lavorando sui valori dell’inclusione e della coesione sociale in una delle aree più a rischio di tensioni, con particolare attenzione a chi ha una disabilità e a chi ha vissuto i traumi della guerra. I disegni dei bambini che hanno partecipato al training di Stefano Ricci verranno raccolti in un catalogo edito da GVC.

Per richiedere in anteprima il catalogo dei disegni dei bambini della scuola di Labwe, scrivici a donazioni@gvc-italia.org

Bologna, 05 03 2018

 

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Pubblicato il 09.03.2018