Storia

Le origini

GVC nasce su iniziativa di un gruppo di giovani universitari, animato e coordinato da Tarcisio Arrighini.
La transizione di GVC verso la sua attuale configurazione di ONG laica passa da diverse fasi di impegno, a cominciare dal sostegno, tra il 1968 e il 1969, alla sede bolognese dell’UCSEI – Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia, passando alla gestione dello SROTMER - Segretariato Regionale Organismi Terzo Mondo, fino alla sua prima forma autonoma con la denominazione GLM - Gruppo Laici Missionari, in appoggio alle missioni devoniane in Africa.
Nel 1971 avviene la trasformazione definitiva in GVC – Gruppo Volontariato Civile.

I movimenti degli anni 70

Prima di approdare alla Cooperazione Internazionale, GVC vive lunga fase di mobilitazione politica che riflette la forte caratterizzazione ideologica degli anni ’70. Si muove a sostegno delle lotte di liberazione delle colonie portoghesi in Africa e dei grandi leader indipendentisti africani e latinoamericani; si occupa della rivendicazione del diritto al servizio civile internazionale in sostituzione di quello militare, partecipa alle prime radio libere e funge da sede locale del Tribunale Russell per i diritti dei popoli.
GVC, come le altre associazioni che si formano in quegli anni, nasce e vive, in questa fase iniziale, di autofinanziamento.

Il passaggio alla cooperazione

Nel 1972 GVC è tra le primissime ONG italiane a ottenere il riconoscimento di idoneità del Ministero degli Esteri italiano e a beneficiare di cofinanziamenti per dare avvio ai primi due progetti di cooperazione allo sviluppo: il progetto Jussara in Brasile e il Progetto Basoko in Congo, allora Zaire, nella foresta dell’Ituri.
Nel corso degli anni il Gruppo di Volontariato Civile perfeziona, specializza ed estende la propria azione in molti Paesi, rivolgendo, all’inizio, particolare attenzione a progetti sanitari e allargando progressivamente la sua azione a sempre più qualificati programmi di cooperazione e a molteplici settori d’intervento.

Il consolidamento e lo sviluppo

Nel 1980 GVC fa ingresso in Villa Aldini, residenza napoleonica situata sul colle bolognese dell’Osservanza. Questa data segna il consolidamento di un percorso di intensa attività di espansione dei progetti, crescita della struttura, specializzazione settoriale oltre a un’importante opera di sensibilizzazione sul territorio, con le attività di educazione allo sviluppo e centro di documentazione.
GVC diventa un’organizzazione in grado di gestire strategie complesse d’intervento capaci di rispondere a diversi bisogni: dalla sanità alla sicurezza alimentare, dallo sviluppo rurale all’educazione, dai diritti delle donne all’infanzia.
L’expertise che oggi GVC può attivare attraverso i paternariati internazionali, consente una capacità d’azione diversificata e mirata ai bisogni dei diversi territori e attiva, dove possibile, dinamiche di interscambio e reciprocità globale.
Negli ultimi anni GVC si specializza nel settore emergenze, garantendo risposte pronte ed efficaci alle popolazioni colpite da conflitti e catastrofi naturali, interviene in paesi di recente crescita economica per ridurre le crescenti disuguaglianze socio-economiche e promuove progetti di sviluppo innovativo e sostenibile.

Una storia di grandi progetti e di importanti numeri

Dalla sua fondazione, GVC ha operato in ogni parte del mondo e ha acquisito un’esperienza fuori dal comune nella realizzazione  di progetti, nella conoscenza dei contesti, nella gestione delle relazioni istituzionali in loco, nella definizione delle strategie di sviluppo sulla base della fiducia reciproca con le popolazioni locali. Un’esperienza che tradotta in numeri significa, tra le altre, la realizzazione di

650 Centri di salute
1.600 attività di sensibilizzazione sul territorio
750 progetti di cooperazione
3.200 Corsi
Oltre 2.600 impianti di irrigazione realizzati
250 Cooperative Locali