Cambogia, teenager contro la tratta

Ventiquattro teen-ager e uno smartphone per un esperimento contro il traffico di esseri umani e lo sfruttamento dei migranti cambogiani in Thailandia. E’ l’iniziativa che GVC in Cambogia sta portando avanti in collaborazione con la ONG locale Media One all’interno della campagna di comunicazione del progetto Migra Action, con il sostegno dell’Unione europea. I giovani hanno imparato a servirsi di uno smartphone per documentare le testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza dello sfruttamento ma anche a realizzare interviste, scattare foto e video, e a utilizzare i social network. Tutto solo con un semplice telefonino. L’obiettivo è promuovere tra le comunità locali le conoscenze necessarie per scegliere di migrare attraverso canali sicuri. Perché sensibilizzare e informare dal basso è la via migliore per fermare gli abusi e tutelare i migranti.
 

 

UN TRAINING PER I TEEN AGER CAMBOGIANI      “Ho voluto partecipare al training perché i temi della migrazione e del traffico di esseri umani sono diventati importanti e si sono fatti sempre più complessi nella mia comunità. Io sono ancora un teenager ma non posso rimanere indifferente. Mi servirò delle competenze acquisite per informare la mia gente e spiegare a tutti che esistono canali sicuri per migrare”. Chandra è uno dei partecipanti al corso organizzato da GVC con il supporto di Media One, in collaborazione con Legal Support for Children e Women and Cambodia Women’s Crisis Center, grazie al sostegno dell’Unione europea. Insieme a lui, a Siem Reap, c’erano altri 23 giovanissimi provenienti da cinque diverse province del paese. Tre giorni di formazione e pratica sul campo per acquisire nuove tecniche e imparare a utilizzare in maniera consapevole nuovi strumenti, ma anche e soprattutto per capire come raccogliere una testimonianza e come servirsi dello storytelling per sensibilizzare la propria comunità di appartenenza e informare.  

 

 

UN’ESPERIENZA DI STORYTELLING E ADVOCACY DAL BASSO      Le storie documentate dai ragazzi saranno pubblicate su un sito dedicato e verranno poi promosse sui social network. L’obiettivo è rendere sempre più consapevoli i cambogiani dei rischi della migrazione quando ci si affida a broker senza scrupoli pronti a raggirare e a fornire documenti falsi o a far cadere i migranti nella trappola dello sfruttamento e della tratta.

 

 

PERCHE' I TEEN-AGER?     “La decisione di investire su questa fascia di età è dovuta all’aver constatato come sia in aumento il numero di ragazze e ragazzi che, senza neanche aver terminato la scuola dell’obbligo, decidono di interrompere gli studi per cercare forme di riscatto sociale emigrando, spesso da soli oppure insieme ad altri coetanei, verso paesi terzi, senza avere la piena consapevolezza di quanto una scelta come questa possa portare a tragiche conseguenze - ha dichiarato Enza Di Iorio, responsabile paese di GVC in Cambogia-. Una iniziativa come questa che si avvale di strumenti particolarmente attrattivi per i giovani, ha la duplice funzione di metterli di fronte alla realtà ascoltando quanti hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza negativa di una migrazione irregolare ma allo stesso tempo anche di aiutarli a ragionare su come si possa fare un uso alternativo e “ sociale “ dei canali di comunicazione”.

 

 

GVC IN CAMBOGIA E I GIOVANI     "In un mondo globalizzato, dove la migrazione è un fenomeno collettivo che merita l’attenzione dei diversi attori a svariatilivelli, dalla comunità nei più piccoli villaggi di partenza alle metropoli di destinazione fino alle istituzioni internazionali, non perdere di vista le storie umane delle persone che troppo spesso sono assimilate a meri numeri, è essenziale per trovare soluzioni praticabili, nel rispetto dei diritti umani di ciascuno. I giovani, sono una risorsa su cui GVC investe, come promotori di questi valori, per una società più giusta e sostenibile" ha concluso Margherita Romanelli, responsabile dell’Area Asia di GVC.

Bologna, 05 02 2018

 

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Pubblicato il 05.02.2018