Bolivia, giocare è una necessità

Un progetto offre opportunità di gioco e apprendimento ai bambini in uno dei quartieri più poveri della Bolivia.

 

Photo credit: Susanna e Michele Rossi - GIROTONDO

IL CONTESTO      In Bolivia, secondo l'Unicef, l'83% dei bambini subisce violenza psicologica in casa e il 50% nelle scuole. Esclusi ed emarginati, i bambini - e soprattutto le bambine- vengono discriminati anche in base all'etnia. Un progetto sostenuto da GVC nel quartiere di Alto Lima della città di El Alto, consente a 250 bambini e adolescenti a rischio di scoprire il gioco. Il progetto si chiama "Homo ludens". Giocare per crescere" ed è gestito dall'Associazione Girotondo, in collaborazione con GVC e con il supporto dell'associazione boliviana APEA (Acción por una educación activa) e il coinvolgimento del comitato di quartiere, del centro sportivo e dell'Assessorato allo Sport del governo autonomo municipale di El Alto. Per il suo importante valore educativo ha ottenuto il finanziamento della Regione autonoma del Trentino - Alto Adige/Südtirol.

 



Photo credit: Maya Koshi -APEA

 

GIOCARE PERCHÈ    Calcio, attività laboratoriali e educazione motoria come opportunità di apprendimento. Il gioco è stato scelto come mezzo per rafforzare le capacità di socializzazione e di crescita personale del bambino, attraverso lo sviluppo dell'attitudine all'ascolto e alla comunicazione assertiva, alla collaborazione e al rispetto dell'altro. Ma soprattutto la predisposizione ad avere una migliore considerazione di se stessi e una percezione chiara delle proprie capacità. Perché anche per i bambini di Alto Lima l'autostima può essere una risorsa capace di fare la differenza. Nel quartiere vivono 160mila persone. Il 36% della popolazione ha da 0 a 14 anni. Il 62% di loro vive in condizioni di povertà, il 23% si trova in condizioni di indigenza, secondo dati del 2014 dell'Istituto nazionale di statistica boliviano. Più della metà delle famiglie del quartiere si guadagna da vivere attraverso il commercio informale al vicino mercato "16 de julio".

 

Photo credit: Maya Koshi -APEA

 

GVC PER I BAMBINI BOLIVIANI      "Non ci sono opportunità formative ed educative extrascolastiche per i bambini in questa zona. I più piccoli finiscono per accompagnare i genitori al mercato o per trascorrere il loro tempo libero da soli - spiega Dina Taddia, presidente di GVC -. Il freddo e il vento dell'Altipiano, combinati a una crescita del tessuto urbano insensibile alle necessità dei minori, riducono ulteriormente la possibilità di gioco e incontro dei bambini. Per questo GVC sostiene il progetto "Homo ludens" e continua a credere in un futuro diverso per loro. Prendiamo molto sul serio il gioco".

 

Photo credit: Maya Koshi -APEA

Bologna, 17 ottobre 2017

 


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Pubblicato il 16.10.2017