Aiuti umanitari italiani a rischio in Palestina

 

Riportiamo di seguito l'appello al governo italiano di cui siamo firmatari insieme ad altre 20 organizzazioni e associazioni per denunciare denunciare la grave situazione umanitaria in seguito alle minacce di demolizione di un intero villaggio palestinese da parte del governo israeliano. 

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COMUNICATO STAMPA

Aiuti umanitari italiani a rischio poiché Israele minaccia di demolire un intero villaggio palestinese

Appello di 23 organizzazioni tra cui  Vento di Terra, Oxfam e GVC, al Governo Italiano

Roma, 27/2/2017_Questa settimana le autorità israeliane, accompagnate da esercito e forze di polizia, sono entrate nel villaggio beduino di Khan Al Ahmar – Abu Helu nei Territori Occupati Palestinesi, rilasciando ordini militari che mettono a rischio di demolizione ogni struttura nella comunità e pongono 130 persone, la metà dei quali sono bambini, a rischio imminente di trasferimento forzato. Tali ordini di solito precedono le demolizioni. Durante la distribuzione degli ordini, ai 178 bambini che frequentano la Scuola di Gomme è stato impedito di entrarvi.

Molte strutture minacciate sono state costruite nel quadro di programmi umanitari finanziati dal Governo italiano, inclusa la Scuola di Gomme costruita dalla ONG italiana Vento di Terra con il supporto del Governo Italiano, della Cooperazione Belga, delle agenzie delle Nazioni Unite e della Conferenza Episcopale Italiana. A rischio sono anche altri progetti italiani, come quello di Oxfam, che include strutture di sostegno per donne produttrici della filiera lattiero-casearia.

Nel settembre del 2016, Israele ha confermato la sua intenzione di demolire la Scuola di Gomme, frequentata attualmente da 178 bambini di età compresa dai 6 ai 12 anni.

Il villaggio di Khan Al Ahmar è situato nell’Area C della Cisgiordania, nei pressi dall'insediamento israeliano di Kfar Adumim, ad est di Gerusalemme, nel cosiddetto “corridoio E1”. Il piano E1, formalmente sospeso da Israele a seguito delle proteste della comunità internazionale, vedrebbe l'annessione degli insediamenti di Ma'ale Adumim, Kfar Adumim e Qedar all'interno di un muro di separazione allargato, scollegando e dividendo ulteriormente Gerusalemme dalla Cisgiordania, e separando comunità palestinesi le une dalle altre.

Un disegno di legge per annettere l'insediamento illegale di Ma'ale Adumim a Israele è stato discusso il mese scorso dal comitato ministeriale israeliano per gli affari legislativi, come passo preliminare verso la sua presentazione al Parlamento israeliano per l'approvazione.

L'ONU ha più volte avvertito che l'imposizione della proposta di 'trasferimento' delle comunità senza il loro consenso libero e informato equivarrebbe a trasferimento forzato e l’espulsione costituirebbe una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra.

In quanto organizzazioni operanti nell’area su progetti umanitari e a difesa dei diritti umani, chiediamo al Governo Italiano, all’Unione europea, ai suoi Stati membri nonché alla comunità internazionale di adottare misure concrete per impedire il trasferimento forzato della comunità beduina di Khan Al Ahmar.

Le organizzazioni firmatarie chiedono al Governo Italiano e agli Stati Terzi di:

  • Condannare pubblicamente e protestare contro l'emissione di ordini di sospensione lavori e di demolizione contro le strutture della comunità Al Khan Al Ahmar.
  • Prendere misure immediate per impedire la demolizione di tutte le strutture interessate.
  • Impegnarsi direttamente con il Governo di Israele ribadendo che il trasferimento forzato della comunità Al Khan Al Ahmar costituisce una grave violazione delle Convenzioni di Ginevra e la confisca e la distruzione di materiali utilizzati per l’assistenza umanitaria è una violazione del diritto internazionale umanitario.
  • Insistere con il Governo di Israele sulla cessazione immediata e non ripetizione di simili episodi in Area C e a Gerusalemme Est, come la distruzione o la confisca di beni e infrastrutture scolastiche e il trasferimento forzato della popolazione palestinese all'interno del o al di fuori del territorio occupato.

 

PRESS RELEASE

Italian aid at risk as Israel threatens to demolish entire Palestinian village

Israeli authorities accompanied by army and police forces this week entered the Bedouin village of Khan al Ahmar in the Occupied West Bank, issuing military orders placing every structure in the community under threat of demolition and leaving 130 people, half of whom are children, at serious risk of forcible transfer. Such orders usually precede demolitions. While distributing the orders, 178 children were prevented from entering the Rubber Tire school.

Many threatened structures were built as part of humanitarian programmes funded by the Italian government, including the Rubber Tire school built by the Italian NGO Vento di Terra with the support of UN Agencies and Conferenza Episcopale Italiana. Other Italian funded projects under threat include structures supporting women dairy producers, an Oxfam project.

Israel confirmed its intent to demolish the Rubber Tire School in September 2016. 178 children currently attend the school, ranging in age from 6 to 12 years old.

Khan Al Ahmar village is located in Area C of the West Bank close to Kfar Adumim settlement, east of Jerusalem, in the so-called “E1” corridor. The E1 plan, formally put on hold by Israel after protests from the international community, would see the annexation of Ma’ale Adumim, Kfar Adumim and Qedar settlements inside an enlarged separation wall, disconnecting Jerusalem and further dividing it from the West Bank, and separating Palestinian communities from each other.

A bill to annex the illegal settlement of Ma’ale Adumim to Israel was discussed last month by the Israeli Ministerial Committee for Legislative Affairs, as a preliminary step towards its submission to the Israeli parliament for approval.

The UN has repeatedly warned that the imposition of the proposed ‘relocation’ of communities without their free and informed consent would amount to forcible transfer and eviction, a grave breach of the Fourth Geneva Convention.

As humanitarian and human rights organizations working in the area, we are calling on the Government of Italy, the EU, its Member States as well as the broader international community to take concrete steps to prevent the forcible transfer of the Khan Al Ahmar Bedouin community

The signatory organizations ask the Government of Italy and Third States to:

  • Publicly condemn and protest against the issuance of stop-work orders and demolition orders against the structures in the Khan Al Ahmar community.
  • Take immediate measures to prevent the demolition of all the affected structures.
  • Engage directly with the Government of Israel reiterating that the forcible transfer of the Khan Al Ahmar community is a grave breach of the Geneva Conventions and the seizure and destruction of humanitarian assistance is a violation of IHL.
  •  Impress upon the Government of Israel the immediate cessation and guarantee of non-repetition of adverse developments in Area C and East Jerusalem, including the destruction or seizure of property and educational infrastructure and forcible transfer of Palestinians within or outside of occupied territory.

 

Organizzazioni firmatarie/ Signatory Organisations:

  • Vento di Terra
  • Oxfam Italia
  • GVC
  • ACS
  • FORUMSAD-Forum Permanente per il Sostegno a Distanza
  • Nexus Emilia Romagna
  • Piattaforma Italiana ONG Mediterraneo e Medio Oriente
  • AOI - Associazione ONG Italiane
  • ARCS – Culture Solidali
  • ASSOCIAZIONE SALAM
  • CIPSI
  • CISP
  • CISS
  • COOP AL FALLAH
  • COSPE
  • CRIC
  • DISVI
  • Educaid
  • Fairtrade Italia
  • Overseas
  • RTM
  • Terre Des Hommes Italia
  • VIS

 

Ufficio Comunicazione/ Communication Office Vento di Terra,

Ufficio stampa/ Press Office Oxfam Italia,

Ufficio Comunicazione/ Communication Office GVC.

 

Pubblicato il 27.02.2017